Big Tlc contro Big Tech. Così l'Ue vuole diventare grande nell'economia dei dati
Le telefoniche Ue chiedono di allentare l’antitrust per arginare i giganti del web. Le condizioni: meno regolamentazione sui prezzi, stop alle aste sulle frequenze, creazione di un ecosistema digitale europeo
3 DIC 21

Gli amministratori delegati di 13 società telefoniche europee chiedono un’applicazione più leggera delle regole sulla concorrenza per consentire la creazione di compagnie più grandi in modo da riequilibrare i rapporti di forza con i giganti globali. In un appello del 29 novembre – in cui non compare Telecom ma che è stato sottoscritto da grandi operatori come British Telecom, Deutsche Telecom, Orange e Telefonica – viene messo in discussione un modello che non consentirebbe alle tlc europee di essere competitivo. Le richieste sono essenzialmente tre: meno regolamentazione sui prezzi; stop alle aste sulle frequenze che ne fanno lievitare i prezzi alle stelle; creazione di un ecosistema digitale europeo in grado di competere con i giganti globali.
Ma è quest’ultimo punto il più importante. Il ragionamento che fanno i tredici ceo è il seguente: una parte consistente del traffico di rete è generato e monetizzato da grandi piattaforme tecnologiche, ma richiede investimenti continui e intensivi da parte delle telecomunicazioni. Questo modello, che consente ai cittadini dell’Ue di godere i frutti della trasformazione digitale, può essere sostenibile solo se le big tech contribuiscono ai costi di rete. Inoltre, dicono gli amministratori delegati, bisognerebbe mettere a punto nuove strategie industriali per permettere all’Unione europea di competere con successo a livello globale e sviluppare un’economia dei dati basata sui valori europei. In sintesi, c’è bisogno di un settore delle tlc più forte.
Ora, chi conosce le dinamiche dei rapporti tra imprese e autorità europe per la concorrenza, assicura che di appelli simili ne sono stati già fatti in passato e senza grandi risultati perché l’impostazione della normativa antitrust va in direzione opposta. E’ anche vero, però, che la competizione con le big tech ha posto problemi che prima non esistevano. E comunque, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Telecom Italia, che oggi ha avviato l’esame dell’offerta preliminare di opa del fondo americano Kkr.