Economia
l'intervista •
I prezzi del gas salgono ma il sistema è più forte di un anno fa. Parla Dialuce (Enea)
La guerra in Israele? "Non c’è un problema di approvvigionamenti che possa far pensare a un’escalation dei prezzi". La crisi è passata? "Oggi il sistema è in equilibrio ma alcuni fattori possono determinare un cambio di scenario". Intervista al presidente dell'Enea
16 OTT 23

La nave rigassificatrice di Piombino (Foto Ansa)
Esattamente un anno fa, il prezzo del gas superava i 150 euro/MWh e l’Italia scommetteva su come superare un inverno per la prima volta senza forniture russe. “Tutti ci davano per spacciati, invece ce l’abbiamo fatta e ci stiamo ancora fortificando”, commenta Gilberto Dialuce, che per anni si è occupato anche di sicurezza degli approvvigionamenti negli uffici dell'ex ministero dello Sviluppo economico prima di diventare presidente di Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.
Oggi che l’inasprirsi del conflitto in medio oriente apre un nuovo fronte di preoccupazione sui mercati, il gas è tornato a superare i 50 euro/MWh sul Ttf di Amsterdam e anche le quotazioni per i primi mesi del prossimo anno sono in rialzo a 57 euro/MWh. “C’è sicuramente un tema di prezzi – ragiona Dialuce – ma rispetto a quanto accade in questi giorni va tenuto conto che l’Europa non importa gas da Israele e non c’è un problema di approvvigionamenti da quell'area che possa far pensare a un’escalation dei prezzi”. C’è però una tensione che si riflette sui mercati. Due fatti hanno contribuito: a nord l’interruzione del connettore baltico, il gasdotto che collega Estonia e Finlandia, a sud il blocco della produzione di gas a Tamar, giacimento israeliano fermato per motivi di sicurezza. L’impatto non è diretto sull’Europa ma indiretto potrebbe esserlo, perché l’Egitto, che importa gas da Israele, esporta gas naturale liquefatto (Gnl) verso il sud Europa. “Il sistema è fortemente dipendente dal gas naturale liquefatto che importiamo dall’estero e che ha svolto un ruolo importante per consentirci di superare la dipendenza da Mosca. Ma le navi di Gnl, che non sono vincolate, possono spostarsi ovunque in base a chi paga di più. Se per esempio dovesse ripartire la domanda di energia in Cina ci sarebbe un impatto sui prezzi che porterebbe verso l’alto i prezzi di tutto il gas, non solo quello liquefatto”. E’ la doppia faccia della stessa medaglia. Da una parte il Gnl consente di diversificare maggiormente, senza legarci via tubo a un paese, dall’altra se non si applicano contratti di lungo termine c’è più volatilità. “Più aumenta la quota di Gnl, più il prezzo del gas sul mercato italiano si lega a ciò che accade sui mercati internazionali, dove abbiamo difficoltà a prevedere cosa succede”. Ma nello stesso tempo avere più capacità di ricevere Gnl rende il sistema più sicuro: “Con il rigassificatore di Ravenna in funzione si ridurrà la dipendenza dell’Italia dall'Algeria, che oggi è il nostro primo fornitore”.
L’altra lezione imparata dopo l’invasione dell’Ucraina è quanto vale risparmiare il gas, una leva utile anche per contenere i prezzi nei periodi in cui la domanda del settore residenziale è più alta. L’anno scorso, tra le misure obbligatorie disposte dal governo e le azioni volontarie, sono stati risparmiati circa 10 miliardi di metri cubi di gas in otto mesi (da agosto a marzo 2023), dicono le stime Enea. “Non sappiamo se le misure saranno riproposte anche quest’anno ma sono certamente utili, non solo per contenere i prezzi ma anche per evitare gli sprechi dal punto di vista delle emissioni”. Insomma, il sistema energetico è in equilibrio ma non è il momento di dimenticare le buone abitudini perché restano elementi di fragilità da non sottovalutare. “L’anno scorso ci hanno avvantaggiato anche una domanda industriale contenuta e un inverno mite. Abbiamo dimostrato grande resilienza e siamo riusciti a rovesciare il verso del flusso del gas da sud a nord, esportando anche oltre confine quando i prezzi erano più alti in nord Europa. Ma bastano problemi dei flussi da sud, malfunzionamenti di impianti, temperature rigide o nuove tensioni sui prezzi per cambiare lo scenario”. E noi dovremmo avere imparato la lezione.