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La direttiva case green è legge con il voto contrario di Italia e Ungheria. Giorgetti: "Chi paga?"
L'Ecofin approva a maggioranza qualificata le nuove regole per l'efficientamento degli edifici. Il ministro italiano rivendica il no: "Il Superbonus potrebbe insegnare qualcosa". FdI, Lega e Forza Italia puntano a rivedere il provvedimento nella prossima legislatura
12 APR 24

Foto Ansa
Il consiglio europeo Economia e Finanza riunito oggi in Lussemburgo ha approvato in via definitiva la revisione della direttiva sulle Case Green. Italia e Ungheria hanno votato contro, mentre Repubblica Ceca, Croazia, Polonia, Slovenia e Svezia si sono astenute. "E' una bellissima direttiva, bellissima e ambiziosa, ma alla fine chi paga?", ha commentato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti dall'Ecofin, ricordando l'esperienza del Superbonus che ha avuto effetti devastati sui conti pubblici italiani: "Noi abbiamo delle esperienze in Italia in cui pochi fortunelli hanno rifatto le case grazie ai soldi che ci ha messo lo stato, cioè tutti gli altri italiani. E diciamo che è un'esperienza che potrebbe insegnare qualcosa", ha aggiunto. "Devo dire che quando sono arrivato qua la prima volta diversi colleghi mi chiedevano 'com'è l'esperienza del Superbonus' e io già allora gli avevo sconsigliato di avventurarsi su questo terreno. Credo che ci sia da riflettere. È giusto immaginare di rifare tutte le case green ma ribadisco: chi paga? Le famiglie, gli stati, l'Europa?", ha detto Giorgetti parlando con i cronisti.
Il contagio esponenziale da Superbonus
Il testo, che aveva già ricevuto il via libera definitivo dal Parlamento europeo, è stato comunque approvato a maggioranza qualificata e potrà ora essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Ue.
Non è da populisti ribellarsi contro il piano dell’Europa per le case green
La Commissione europea ha commentato con soddisfazione l'approvazione definitiva della direttiva, "un'altra pietra miliare del green deal europeo". L'obiettivo è ridurre le emissioni e il consumo energetico negli edifici in tutta l'Europa, dalle abitazioni e dai luoghi di lavoro alle scuole, agli ospedali e ad altri edifici pubblici. Le deroghe previste per l'applicazione negli stati consentono di definire a livello nazionale quali edifici indirizzare e quali misure adottare, esentando dall'obbligo alcune categorie di edifici residenziali e non residenziali, compresi gli edifici storici o le case di villeggiatura. Ma resta il tema finanziario, sollevato anche da Giorgetti. "Una migliore pianificazione delle ristrutturazioni e il sostegno tecnico e finanziario – dice la Commissione senza fare riferimento alle risorse necessarie – saranno fondamentali per innescare un'ondata di ristrutturazioni in tutta l'Ue, come previsto dalla direttiva. Per combattere la povertà energetica e ridurre le bollette energetiche, le misure di finanziamento dovranno incentivare e accompagnare le ristrutturazioni ed essere mirate in particolare ai clienti vulnerabili e agli edifici con le prestazioni peggiori, in cui vive una quota maggiore di famiglie in condizioni di povertà energetica".
Il Parlamento europeo approva la direttiva "case green": cosa prevede e cosa cambia per l'Italia
In Italia ci sono poco più di 12 milioni di unità abitative e quelle da riqualificare, secondo il Centro studi di Unimpresa, saranno 7,6 milioni: il costo stimato è di circa 266 miliardi di euro, 35mila euro a immobile.
Il voto contrario del governo italiano è stato apprezzato da Confedilizia, l'organizzazione dei proprietari di casa, che definisce il provvedimento "ideologico e pericoloso". L'auspicio dei partiti di maggioranza è rimettere mano alla direttiva nella nuova legislatura europea, come dichiarato da diversi esponenti di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega.


