Il rossobrunismo dopo la Cina ora promuove i Brics
È un profluvio di convegni e conferenze sulla Via della seta e i Brics in tutta Europa, e soprattutto in Italia
17 GEN 24

L’intelligence internazionale ha notato uno spostamento della propaganda cinese, che non promuove più solo la Cina come potenza alternativa all’America, ma soprattutto in relazione ai Brics e al cosiddetto Sud globale, sempre in chiave anti-occidente. E così è un profluvio di convegni e conferenze sulla Via della seta e i Brics in tutta Europa, e soprattutto in Italia. Il 30 novembre scorso si è parlato di “Brics e il nuovo ordine mondiale” alla Sapienza, con l’entusiasta pro Pechino nonché rettore della facoltà di Giurisprudenza Oliviero Diliberto, poi Paolo Savona, Lamberto Dini e Giancarlo Elia Valori. Poi, 15 giorni dopo, di “Brics e multilateralismo” si è parlato in un convegno organizzato dal Sioi, l’ente che forma i diplomatici italiani di domani, e l’Eurispes, il cui segretario generale Marco Ricceri firmò il documento/appello di Beppe Grillo contro “le fake news” occidentali sullo Xinjiang. Oggi è la volta della neonata creatura di Gianni Alemanno, Movimento Indipendenza, che ha convocato domani la conferenza “Italia, Via della seta, e Brics. La ripresa dell’economia italiana nel nuovo mondo multipolare”. Ad aprire i lavori uno dei suoi primi militanti, l’ex sottosegretario leghista Michele Geraci, e sono menzionati gli interventi del brasiliano Marcos Prado Troyjo, ex presidente della Nuova Banca di Sviluppo, del consigliere politico dell’ambasciata cinese a Roma e di Stefano Patuanelli del M5s. E poi nientemeno che dell’economista americano Jeffrey Sachs e dell’ambasciatore americano in Italia Jack Markell – che al Foglio ha smentito la sua partecipazione.
È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio da più di un decennio, scrive soprattutto di Asia orientale, di Giappone e Coree, di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo, ma anche di sicurezza, Difesa e politica internazionale. È autrice della newsletter settimanale Katane, la prima in italiano sull’area dell’Indo-Pacifico, e ha scritto tre libri: "Sotto lo stesso cielo. Giappone, Taiwan e Corea, i rivali di Pechino che stanno facendo grande l'Asia", “Al cuore dell’Italia. Come Russia e Cina stanno cercando di conquistare il paese” con Valerio Valentini (entrambi per Mondadori), e “Belli da morire. Il lato oscuro del K-pop” (Rizzoli Lizard). È terzo dan di kendo.
