Allora vale anche Leone Di Lernia?

Foto Ansa
E non solo degli improvvisati delle scorse settimane, i cronisti su piazza che giovedì dicevano frasi insensate tipo “la gente ci ha creduto ed è stata ripagata” e gli editorialisti omnibus imparaticci del vaticinio vaticano. Ma, soprattutto, quelli Pope oriented che già ieri erano alla disperazione, appena apparso sulla Loggia un Papa che non era il loro. Spiazzati, già ieri, in cerca di smentite da sparare ai nemici o di conferme da inventarsi. Se c’è un principe dei commentatori apostolici che è una meraviglia, è Alberto Melloni. Che ieri sul Corriere ha provato con tutta la sua sapienza la torsione del senso, per dimostrare che non solo Prevost è bergogliano, ma lo è anche più di Bergoglio. Persino nel nome: “Facendosi chiamare Leone, come l’amico di san Francesco”. Ci sono stati tredici Leone, prima, ma niente, per lui Prevost ha scelto proprio Frate Leone. A questo punto vale tutto, anche Leone Di Lernia.
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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
