L'editoriale del direttoreRagioni minime per non trasformare il flop di Trump in Iran in una nuova scusa per legittimare il regime degli ayatollahChi ha a cuore la difesa della libertà deve rimboccarsi le maniche per evitare che la non sconfitta del regime islamista possa offrire garanzie di impunità a uno stato canaglia che ha trasformato il terrorismo in uno strumento accettabile per combattere l’occidente liberodiClaudio Cerasa16 GIU 26
dal Grand ContinentLa nuova dottrina iraniana: meydan, piazza e diplomaziaIl regime prova a tenere insieme forza militare, mobilitazione popolare e negoziato internazionale. Ma dietro la narrazione della resilienza restano aperte le due grandi fragilità della Repubblica islamica: la crisi di legittimità dopo la repressione e un’economia sempre più vicina al collassodiNegar Askaran12 GIU 26
MagazineL’amico iraniano. “Amiamo l’Italia” dicono da Teheran. Hanno ragioneL’Italia non ha soltanto aperto le porte alla teocrazia degli ayatollah: le ha sempre tenute spalancate con inchini ossequiosi, tappeti rossi e sorrisi da bon ton diplomatico, come se il regime della sharia fosse solo un pittoresco accessorio multiculturale, anche quando gli altri paesi provavano a isolarlodiGiulio Meotti27 APR 26
MagazineTrump, Putin, gli ayatollah. Ogni potenza insegue un suo ordine mondialeDalla casa dell'Islam, attraversata da odi feroci, al sogno mai tramontato della Grande Russia, fino al “mondo piatto” dominato dal capitale. Oggi è il tempo del disordine e del ritorno delle cannonierediStefano Cingolani9 MAR 26
Nazioni UniteL'Onu condona l'Iran. Khamenei può permettersi un'eccidio grazie al silenzio dei nemici d'occidenteSoltanto 5 su 87 funzionari che si occupano di diritti hanno condannato i massacri di manifestanti ad opera della repubblica islamica. I relatori sono rapidi quando c’è da attaccare le democrazie ma scompaiono sulla repressione di TeherandiGiulio Meotti20 GEN 26
L'editoriale del direttoreÈ l’antisemitismo degli ayatollah il virus che ha divorato l’IranQuanto pesa il fattore Israele nel cedimento strutturale del potere islamista. L’ossessione antisraeliana e antisemita rende il regime ostaggio del complottismo e vittima del suo stesso estremismo. Bret Stephens illumina sul Nyt una verità rimossadiClaudio Cerasa19 GEN 26
l'editoriale del direttoreL’incredibile rimozione della parola “islamismo” di fronte ai massacri del regime iranianoNon parlare esplicitamente di islamismo politico di fronte a un regime che giustifica i massacri con i versetti del Corano non significa essere prudenti. Significa semplicemente voler chiudere gli occhi di fronte alla violazione della libertà: non solo degli iraniani ma di tutti noidiClaudio Cerasa15 GEN 26
La spallata suprema“Se l’occidente sostiene il dissenso iraniano, Khamenei cadrà”. Parla l’israeliano KedarCi sono state ondate di rivolte interne in Iran, ma stavolta è diverso. La strategia di Netanyahu è “monitorare, sostenere, sperare”, consentendo a Washington di prendere l’iniziativa. "Se i ribelli sentono che il mondo civile è con loro, possono dare la spallata al regime", dice l'esperto di islam politico e medio orientediGiulio Meotti13 GEN 26
la papessa di berkeleyTra le teorie gender e la repressione degli ayatollahSecondo la filosofa statunitense Judith Butler, “Hamas e Hezbollah sono progressisti”. Peccato che la sua traduttrice in Iran, Shirin Karimi, è stata arrestata dal regime iraniano in una operazione che ha coinvolto accademici, studiosi e scrittori che rappresentano voci indipendenti e critichediGiulio Meotti20 NOV 25
il giorno dell’AshuraCosì il regime iraniano definisce la formula della sua sopravvivenzaIn un paese stremato dalla crisi economica e dalla retorica del martirio, i vertici del regime, da Khamenei a Bagheri, riscoprono parole come “patria” e “popolo” e le predicano nel mese di Moharram. Ma dietro alle diverse cordate che incarnano il potere del regime resta irrisolto il dilemma fondativo: essere una nazione o una causadiTatiana Boutourline5 LUG 25