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1 lug 2026

Carceri, Turrini (Garante Detenuti): "Emergenza caldo pesante, contro sovraffollamento sì a indulto"

(Adnkronos) - Il sovraffollamento carcerario e le misure per contrastarlo, l'ondata di caldo eccezionale in tutta Europa e gli interventi negli istituti penitenziari, il sequestro disposto dal gip del Tribunale di Firenze di sei sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano: ne parla in un'intervista all'Adnkronos Riccardo Turrini Vita, presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl).  

 

Tra i motivi di allarme in tutta Europa in questi giorni c’e’ il caldo. E, come tutti gli anni, quest’anno ancora di più si pone il tema di come affrontare l’estate nelle carceri. C’e’ un’emergenza di questo tipo negli istituti?  

Quando usiamo la parola emergenza noi intendiamo in genere due cose diverse: emergenza in senso etimologico - ciò che appare, emerge e quindi una cosa che prima non era conosciuta o che si voleva ignorare o che non esisteva - emergenza è poi anche utilizzata per indicare un fatto che crea una immediata preoccupazione alla quale bisogna rispondere. Questa è l'accezione in cui parliamo di un'emergenza caldo in Italia, in Europa, nelle carceri. Il fatto è noto e tende a ripetersi e, da un decennio circa, è anche più pesante che nel solito. Certamente nelle carceri l'emergenza è accresciuta dalla calura estiva, dal fatto che è più penoso perché le persone hanno modesti spazi per muoversi, gli istituti sono fatti tutti in cemento e sono storicamente privi di climatizzazione, come per la verità la gran parte degli edifici pubblici. E poi sono molto affollate. 

 

Come si sta intervenendo?  

Permettendo la distribuzione di acqua fredda, maggior ariosità attraverso l'apertura dei cosiddetti 'blindi' che non sempre è possibile ma che è sicuramente uno degli strumenti minimali. Poi con la distribuzione di ventilatori, nelle zone più delicate come le infermerie invece da sempre ci sono i climatizzatori. Questo va contemperato con le capacità elettriche del sistema perché ovviamente un attingimento maggiore di elettricità comporta qualche difficoltà. Lo scorso anno abbiamo fatto come Garante una raccomandazione nel senso di accordare tutto quello che era possibile ed è stata rinnovata, in maniera informale, già 2-3 mesi fa. Questo è quello che materialmente si può fare.  

 

E per il futuro?  

Nell'ambito del piano di edilizia penitenziaria che il governo ha promosso in questi anni bisognerà pensare anche a un adeguamento delle condizioni edilizie. La scelta di costruire tutto in cemento, come è proprio del tempo nostro, ha aggravato la situazione.  

 

 

La relazione del Garante è stata inviata al parlamento nei giorni scorsi. Emerge un tasso di affollamento pari al 132% ma i dati sono del 2024 e altri rapporti lo certificano gia’ al 139%. Come commenta queste cifre?  

Le percentuali sono una buon elemento di cognizione, ma possono anche essere ingannevoli. Prendiamo i fatti puri e semplici, a fine maggio 2025 l'amministrazione penitenziaria registrava oltre 64.000 detenuti presenti e dichiarava 51.269 posti disponibili. I posti regolamentari hanno un abbattimento in genere fra il 5 e il 10%, perché ci sono lavori, ci sono spostamenti. È evidente che stabilmente lo Stato mette più persone in meno posti: sappiamo che oltre un certo limite c'è una tutela risarcitoria che consegue alle famose vicende della condanna della Corte europea e che a questo si cerca di provvedere appunto con vari strumenti. Il sovraffollamento esiste, è pesante e incide non solo sulla vivibilità, ma anche su tutto ciò che può rendere il percorso della detenzione, un tempo utile per il dopo. C'è una situazione di sovraffollamento che rende più penoso l'attuale momento di grande calura e pone in crisi tutto il sistema penitenziario. 

 

C'è chi, proprio contro il sovraffollamento, invoca la necessità di un provvedimento di amnistia o di indulto. Il governo spesso ha detto che non è disponibile a una misura di questo tipo, ma sta studiando altri interventi, ad esempio puntando sulle misure alternative per i tossicodipendenti. Lei come ritiene si debba affrontare il problema?  

Le azioni che ha dichiarato il governo di voler svolgere godono tutte di una nostro apprezzamento. Occorre sicuramente ampliare il numero dei posti disponibili in carcere, perché sistematicamente la popolazione tende ad arrivare a oltre 60mila persone. Quindi l'ideale, poiché occorre avere un margine superiore, sarebbe per la situazione odierna avere 70.000 posti detentivi. Questo però, come per qualunque lavoro pubblico e per le carceri più di altri, richiede dei tempi. Pieno plauso alla recente disposizione che amplia, soprattutto per i soggetti affetti da tossicodipendenza, i termini per l'affidamento in prova o per l'assegnazione a comunità residenziali. E' importante comunque ribadire che il sistema dell'esecuzione penale esterna in Italia ormai è dominante rispetto all'esecuzione detentiva. Due-tre giorni fa avevamo 101.897 persone seguite in pene non detentive, mentre le persone in esecuzione pena in carcere erano 49.300.  

 

Altre criticità?  

Esistono positivi disegni di legge ed azioni aministrative per ampliare le capacità detentive, per agevolare l'espiazione della pena in comunità terapeutiche e vanno salutati con favore. Constatiamo un lunga attesa per la liberazione anticipata e probabilmente, data ormai la consolidata superiorità delle presenze rispetto agli spazi disponibili, dovrebbe essere pensato un provvedimento legislativo che contenga la durata delle pene. L'ideale, il piu rapido strumento tecnico è l'indulto ma se ne possono trovare anche piu' indiretti purché la celerità del procedimento giurisdizionale collegato sia garantita. 

 

E' d'accordo con chi ritiene che la soluzione sia l'indulto o l'amnistia?  

Io personalmente - non impegno però tutto il Garante - sono favorevole ad un indulto anche per ambito culturale. Sull'amnistia non mi pronuncio perché è un problema più di processo che di pena quindi esula dalla mia competenza.  

 

Nel rapporto emergono carceri senza adeguata areazione di estate e riscaldamento di inverno, in alcuni casi senza acqua potabile. Come intervenire?  

Il Garante constata la violazione e interviene per prevenire, la scelta tecnica con la quale intervenire supera le nostre competenze. Non si può che fare manutenzione. Va detto che la manutenzione ordinaria degli stabilimenti penitenziari, che sono 189 in Italia, è imponente e ha subito nei decenni molte decurtazioni nell'ambito della riduzione generale della spesa pubblica.  

 

Quindi?  

Mi sentirei di consigliare di trovare le soluzioni amministrative degli appalti più rapide possibili. Abbiamo avuto esperienze di successo per le ricostruzioni di casi particolari. 

 

Come commenta la notizia del sequestro di alcune sezioni nel carcere di Sollicciano?  

Essendo in corso un'indagine, il Garante non può fare commenti nel merito. Possiamo dire che il Garante nel 2024 due volte e nel 2025 io personalmente ha fatto accessi, ha chiesto aggiornamenti sull'ordine dei lavori, ha sollecitato lo sviluppo e l'assegnazione. Personalmente andai nel maggio 2025 e trovai una sezione in cui pioveva dentro: feci un'immediata raccomandazione di chiusura e trasferimento di quei detenuti e in effetti, per una quarantina di persone almeno, si poté fare perché era in via di consegna un'altra sezione. Quanto poi all'idea che, sequestrando una parte del carcere, i detenuti possano andare altrove e star meglio, bisogna capire che si ledono, se le hanno, relazioni col territorio o percorsi. E poi vanno a comprimere altre realtà. 

 

C'è un rischio simile per altri istituti?  

Questo non lo posso dire perché riguarda iniziative delle procure della Repubblica. Quando noi abbiamo presenti queste situazioni ovviamente facciamo le nostre raccomandazioni.  

 

Qual è il panorama della rieducazione e formazione lavorativa per il reinserimento dei detenuti?  

Mi risulta che erano stati banditi i concorsi per completare la pianta organica degli educatori - dal 2010 funzionario giuridico-pedagogico - e questo serve a permettere un'analisi della personalità e lo sviluppo dei programmi. Il resto dipende molto dall' interazione con la società civile, che è quella dove poi le persone torneranno. Nelle singole strutture esistono molte iniziative, è da vedersi quanta parte della popolazione detenuta in esecuzione pena può essere interessata. Probabilmente il punto più delicato - ma dipende anche dalla infrastruttura penitenziaria che è una struttura di sicurezza - è la possibilità di lavoro che non sia soltanto il lavoro alle dipendenze dell'amministrazione. Questo dipende moltissimo dalla società che c'è fuori: in Lombardia e in Veneto si trovano offerte, in altre regioni se ne trovano molte di meno.  

 

E' un discorso culturale?  

Culturale ma che risponde anche al tessuto socio-economico.  

 

Qual è la situazione degli Istituti per i minorenni (Ipm) anche alla luce dell’incremento della popolazione dei minori -specie stranieri -detenuta?  

C'è un mutamento dei comportamenti di questi giovani, soprattutto adolescenti ormai preoccupanti anche al di sotto dell'età della imputabilità. Comportamenti molto violenti, al punto che in alcuni casi è stato sollecitato da parte delle stesse procure minorili il trattenimento per queste persone non essendo idonee alle strutture comunitarie generali. C'è poi il problema di quale modello educativo si offre, ma questo è un problema di tutta la società. Il mio pensiero è che in generale, da molti decenni, l'idea della formazione dei minori, dei giovani, non è ancorata al principio di responsabilità individuale e si è pertanto restii a trattare un comportamento negativo come deve essere trattato.  

 

Ciò cosa comporta?  

Anche obblighi basilari di un minore negli istituti penali minorili vengano tranquillamente omessi senza che lui ne senta nessuna conseguenza. Questo è un elemento che lo conferma in una scelta di non adeguamento all'ordinamento. La verità è che non abbiamo mai avuto una statistica realistica su quante delle persone che vanno in esecuzione penale minorile, con questi canoni finora utilizzati, si siano poi allontanati dal mondo del crimine. 

 

E perché mancano questi dati?  

C'è la riservatezza dei dati sui minori e probabilmente anche perchè non c'è il desiderio di mostrare che quello che passa per un modello ottimo abbia anch'esso le sue falle. Con tutto ciò bisogna comunque ricordare che, come deve essere, nel nostro sistema è estremamente minoritario il ricorso alla detenzione: al 28 giugno c'erano 581 detenuti negli Ipm, nelle comunità 1.154 e se si guardano i minori seguiti dalla giustizia minorile - con misure che si vivono sul territorio anche congiuntamente all'ente locale - erano 16.614.  

 

Cosa ne pensa delle notizie, che si susseguono frequentemente, di ritrovamento e sequestri di droga e cellulari entrati in carcere?  

Questo costituisce oggetto di procedimento penale e testimonia una da un lato una continua attività di vigilanza da parte del personale del corpo di polizia penitenziaria e dall'altro le difficoltà di filtrare attraverso tutte le porosità che il nostro sistema penitenziario ha e che non può non avere perché è un sistema aperto alla società. Il fenomeno va ovviamente controllato e represso come tutte le violazioni di legge. 

 

Ci sono state diverse polemiche sulla relazione del Garante al parlamento per il ritardo con cui e’ stata pubblicata e per l’assenza di dati aggiornati. C'è chi ha denunciato poca trasparenza rispetto ai rapporti sulle visite effettuate. Come replica a queste critiche?  

Le vicende di questo organo che hanno portato a elaborare la relazione al Parlamento più tardi nel 2024 e a presentarla solo qualche mese fa, sono conosciute. La Relazione, riferita al 2024 è stata integrata dai dati del 2025 e si collega alla più ampia e costante azione di reporting svolta dal Gnpl al termine di ognuna delle attività di sua pertinenza e inviata riservatamente alle amministrazioni competenti. Un tema diverso è la questione sul rapporto fra le visite effettuate e la pubblicazione dei rapporti: noi abbiamo fatto una ricognizione dalla fondazione di quest'organo in poi, facendo notare che in realtà questa prassi c'è sempre stata. Abbiamo molte visite negli istituti che poi non si concludevano con nessuna raccomandazione, nulla da pubblicarsi. Va pure detto che alcune delle visite si concludono con interventi individuali che ovviamente non hanno ragione di essere pubblicati per la stessa riservatezza della questione. Comunque possiamo sperare che vi sia una più rapida emanazione della raccomandazione: il lavoro interno che occorre fare per arrivare a una relazione, a una raccomandazione ben gestita e alla sua pubblicazione non è poco e le risorse qui presenti sono piuttosto poche. 

 

Sono aumentate le competenze del garante anche rispetto al tema immigrazione e ai rimpatri forzati.  

Il Garante è incaricato del monitoraggio dei rimpatri forzati e per questo già da alcuni anni ha seguito una serie di progetti 'Fami', con l'ultimo 'Rimpatri forzati e tutela dei diritti', ha curato la formazione di un numero piuttosto elevato di monitor esterni che possono accompagnare i voli aumentando la potenza di monitoraggio al fine di prevenire e verificare che queste operazioni si svolgano nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone espatriate. Questo è il nostro compito, l'organo sta cercando di coprire la totalità dei voli e devo dire che sotto questo profilo il ministero dell'Interno è particolarmente interessato alla nostra presenza, della quale anzi ci è assai grato. (di Sara Di Sciullo) 

1 lug 2026

Sinner piazza il break e Borges 'esplode': la reazione a Wimbledon

1 lug 2026

Saldi, sabato al via in quasi tutta Italia ma ribassi già iniziati

(Adnkronos) - Al via sabato i saldi estivi in quasi tutta Italia, tranne per Bolzano e Trento. Attesi da famiglie ed esercenti gli sconti arrivano in una fase di ripresa del reddito disponibile delle famiglie e dei consumi che, secondo l'Istat, segnano rispettivamente +1,6% e +1,4% nel primo trimestre rispetto al precedente. Da vedere se questo rinnovato slancio si tradurrà in una crescita delle spese o del risparmio.  

Ma le promozioni di fatto sono già partite: secondo un'indagine Ipsos per Fismo, la Federazione Italiana Settore Moda Confesercenti, più di un terzo degli italiani, il 36%, ha acquistato a prezzo scontato prima dell'apertura ufficiale. Ad acquistare in anticipo è soprattutto il Mezzogiorno, dove la quota sale al 42%, contro il 33% del Nord e il 32% del Centro. Nel dettaglio territoriale il picco è al Sud e nelle Isole (42%) e nel Nord-Est (40%), più contenuto il Nord-Ovest (28%). Per fasce d'età l'anticipo riguarda quasi un under 35 su due (48%), contro il 31% degli over 35; tra gli uomini (38%) di poco più che tra le donne (35%). Un fenomeno diffuso che, per Fismo, misura un sistema da rivedere. 

Sullo sfondo, un comparto in sofferenza strutturale. Tra il 2019 e il 2025 hanno chiuso oltre 18mila negozi di abbigliamento e calzature, un calo del 13,5%, con circa 17mila posti di lavoro persi. La spesa delle famiglie per moda e calzature è scesa dal 7% al 3,7% dei consumi. I negozi indipendenti, che restano circa la metà dei punti vendita, oggi pesano per il 20-25% del mercato, contro oltre il 75% degli anni Ottanta. 

Calendario alla mano, i saldi dureranno al massimo fino al primo settembre. Nel distretto di Bolzano, Oltradige e Bassa Atesina l'intervallo per beneficiare degli sconti andrà dal 16 luglio al 13 agosto; in alcuni comuni, tra i quali Ortisei, dal 21 agosto al 18 settembre. Mani libere in Trentino, la regione autonoma non è tenuta ad una data unica di inizio delle svendite. Intanto c'è grande attesa tra gli esercenti romani: secondo le stime della Confcommercio oltre 8 cittadini su 10 si avvarranno dei saldi (81,4 %). 

E la stagione degli sconti quest'anno si apre sotto la spinta anche della tassa di tre euro sui pacchi extra-Ue, accolta con favore dagli esercenti per contenere l'ondata dell'ultra fast fashion, come Shein. "I saldi estivi sono uno degli appuntamenti più attesi da famiglie, turisti e imprese con l’obiettivo di sostenere i consumi, valorizzare il commercio di prossimità e rafforzare un pilastro fondamentale della filiera della moda", sottolinea in una nota il presidente di Federmoda-Confcommercio Giulio Felloni. "Anche l’introduzione, da oggi, 1° luglio, del dazio di 3 euro sui piccoli pacchi extra Ue è un segnale importante per riequilibrare il mercato all’insegna del principio ‘stesso mercato stesse regole’. Una misura che Federazione Moda Italia-Confcommercio ha fortemente voluto a livello europeo e che va nella direzione di contrastare gli squilibri generati dall’ultra fast fashion", aggiunge, annunciando per domani la presentazione di un pacchetto di proposte in occasione dell’incontro sul retail della Moda al ministero per le Imprese ed il Made in Italy.  

Ma sulla ripresa del reddito e della spesa delle famiglie, al +1,6% e +1,4% nel primo trimestre secondo l'Istat, c'è la diffidenza dei consumatori che parlano di dati superati ed 'erosi' dal caro-energia. "Nel primo trimestre 2026 non si erano ancora dispiegati gli effetti nefasti dovuti all'effetto Iran. A marzo l'inflazione era ancora contenuta, sotto il 2%: 1,7%, da 1,5% di febbraio. E' da aprile che è decollata da 1,7 a 2,7, con un'inflazione congiunturale dell'1,1%, un primato su base mensile che non si aveva addirittura dall'ottobre del 2022 al tempo della guerra in Ucraina", osserva il presidente dell'Unione nazionale dei consumatori Massimiliano Dona. "Nel secondo trimestre questi dati, ora relativamente positivi, sono destinati, purtroppo, a peggiorare. Senza contare che comunque - avverte - non possono essere considerati entusiasmanti. Il fatto che il reddito disponibile salga più dei consumi, vuol dire che anche le famiglie che potrebbero permettersi di spendere di più, preferiscono mettere i soldi sotto al materasso e risparmiare, per mancanza di fiducia nel loro futuro, a scopo precauzionale". 

Dai cambi ai pagamenti, i decaloghi anti-fregatura danno una serie di indicazioni per non incorrere in brutte sorprese. Tra questi la possibilità di sostituire un capo dopo l'acquisto, entro il massimo di un mese, a meno che il prodotto non sia stato danneggiato. Nel caso di prodotto difettoso il negoziante è tenuto alla sostituzione o il rimborso se impossibilitato a sostituirlo. Nell'e-commerce invece si può chiedere il rimborso del prodotto in ogni caso, quando anche non è difettoso. Sul fronte dei pagamenti, il negoziante è tenuto ad accettare le carte ove richiesto. Quanto al prodotto in vendita, deve avere carattere stagionale e non dovrebbe essere un'occasione per 'svuotare' il magazzino. D'obbligo la massima trasparenza sui prezzi: sul cartellino va indicato il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. (di Luana Cimino) 

 

1 lug 2026

Imprese, Lucini (Generali): "Cresce un welfare sempre più integrato nella strategia d'impresa"

(Adnkronos) - "Dieci anni di Welfare Index Pmi raccontano una trasformazione ormai matura del welfare aziendale nelle piccole e medie imprese italiane". Lo ha affermato Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia, a margine della presentazione del Rapporto Welfare Index Pmi 2026, promossa da Generali a Palazzo della Cancelleria a Roma. "Il dato che colpisce maggiormente è la crescita della qualità del welfare. La quota delle imprese con un livello alto o molto alto è più che triplicata dall'avvio dell'iniziativa e oggi raggiunge circa il 34%. Si tratta di aziende che non si limitano a introdurre singole iniziative, ma inseriscono il welfare nella strategia complessiva dell'impresa", ha spiegato. 

Secondo Lucini, il welfare maturo supera la funzione di integrazione del reddito. "Quando è sviluppato in modo strutturato diventa parte dell'insieme delle politiche sociali dell'azienda, rivolte non solo ai dipendenti ma anche alle loro famiglie e alle comunità". La responsabile Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia ha evidenziato l'evoluzione degli strumenti adottati dalle imprese. "Assistiamo a una crescita dei percorsi di sanità integrativa, della prevenzione, dei servizi alla persona, della flessibilità organizzativa e del sostegno ai caregiver. Il welfare accompagna le persone durante tutto l'arco della vita lavorativa, adattandosi ai bisogni che cambiano nel tempo". 

Lucini ha infine sottolineato il crescente coinvolgimento dei lavoratori. "Oggi i dipendenti apprezzano e utilizzano molto di più i servizi di welfare perché sono costruiti insieme a loro. Le imprese che sanno progettare un'offerta strutturata, dotarsi delle competenze necessarie e comunicare efficacemente le iniziative sono quelle che riescono a rispondere meglio ai bisogni reali e a generare un impatto sociale significativo". 

1 lug 2026

Vaccini, Foresi (Fnp Cisl): "Migliorano qualità di vita anziani e abbattono costi per Ssn"

(Adnkronos) - “La prevenzione vaccinale negli anziani è estremamente importante perché consente, da una parte, di migliorare la qualità della vita e, dall'altra, abbattere i costi del Servizio sanitario nazionale. A livello teorico in Italia abbiamo tutto ciò che è necessario per poter affrontare in maniera positiva e anche scientificamente corretta la prevenzione, ma nella realtà abbiamo una serie di difficoltà”. Lo ha detto Anna Maria Foresi, segretario nazionale Fnp Cisl, in occasione dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’Anziano, tenutasi a Roma a Palazzo Baldassini, su iniziativa di HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo. 

Oltre al fatto che "il tema viene trattato a livello regionale, determinando forti disomogeneità - ha spiegato Foresi - c'è un altro aspetto legato alla percezione che le persone hanno della prevenzione, ossia l’esitazione vaccinale: alcune persone si sentono in difficoltà ad affrontare i vaccini, per paura, per disaffezione verso l'istituzione o perché non riescono a percepire il rischio vero di non vaccinarsi. In questo gioca un ruolo la disinformazione che passa attraverso i social”. 

“Dovremmo quindi intervenire su tre livelli: della salute, sociale e culturale - ha elencato - Un passo importante è poi quello di tener conto delle disuguaglianze sociali ed economiche, fattori che possono determinare una disaffezione verso la prevenzione vaccinale. Noi, come sindacato dei pensionati della Cisl ci siamo mossi attraverso la Carovana della salute, con la quale giriamo le città, dal momento che siamo fortemente radicati nel territorio, e aiutiamo gli anziani attraverso visite gratuite e momenti informativi. Questo - ha concluso - sta generando la consapevolezza che porta ad avere fiducia nel Sistema sanitario nazionale. HappyAgeing è per noi straordinariamente utile e continueremo sicuramente a lavorare con loro”. 

1 lug 2026

Imprese, Monacelli (Generali): "Welfare aziendale leva strategica di competitività"

(Adnkronos) - "Dieci anni di Welfare Index Pmi dimostrano una crescita costante del welfare aziendale e il suo contributo alla competitività delle imprese". Lo ha affermato Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia, a margine della presentazione del Rapporto Welfare Index Pmi 2026, promossa da Generali a Palazzo della Cancelleria a Roma. "Rispetto agli inizi oggi circa il 75% delle imprese ha raggiunto almeno un livello medio di welfare e quasi il 30% presenta un livello evoluto. È un'evoluzione quantitativa, ma soprattutto qualitativa", ha osservato. 

Monacelli ha evidenziato la relazione tra sviluppo del welfare e risultati economici. "Le aziende con un welfare più evoluto registrano una produttività superiore del 20% e una redditività più alta del 40%. Questo conferma che il welfare genera valore diffuso: valore per le persone, per le imprese e per l'intero sistema Paese, contribuendo al benessere dei cittadini in modo complementare al sistema pubblico". 

Secondo il General Manager di Generali Italia, il cambiamento più rilevante riguarda l'approccio delle imprese. "Il dato più significativo è il continuo aumento delle aziende che considerano il welfare una leva strategica della propria crescita. All'inizio era uno strumento più tattico, legato a singoli servizi; oggi è diventato un elemento distintivo per attrarre persone, favorire inclusione e integrazione e rendere le imprese più competitive". Monacelli ha infine sottolineato la portata sociale del fenomeno. "Le imprese private raggiungono direttamente, o attraverso le famiglie dei dipendenti, quasi un italiano su due. Per questo il potenziale del welfare aziendale è enorme e può contribuire in maniera significativa allo sviluppo del Paese". 

1 lug 2026

Imprese, Fancel (Generali): "Coinvolgere sempre più Pmi nel percorso di crescita"

(Adnkronos) - "Il welfare aziendale oggi è un ecosistema composto da molti elementi che sostengono non solo i lavoratori, ma anche le loro famiglie". Lo ha affermato Giancarlo Fancel, Country manager & Ceo Generali Italia, a margine della presentazione del Rapporto Welfare Index Pmi 2026, promossa da Generali a Palazzo della Cancelleria a Roma, nell'ambito della decima edizione dell'iniziativa dedicata all'evoluzione del welfare nelle piccole e medie imprese italiane. "Negli anni il welfare è partito come integrazione economica, ma si è progressivamente trasformato in un sistema molto più articolato. Per questo oggi lo definiamo un ecosistema: comprende strumenti di premialità, sostegno e servizi che accompagnano la vita dei lavoratori e delle loro famiglie", ha spiegato Fancel, sottolineando come il decimo anniversario dell'indice rappresenti un'occasione per misurare la crescita del fenomeno. 

"Quest'anno hanno partecipato circa 7mila imprese. È un dato molto importante perché ci consente di comprendere non solo come si evolvono le aziende, ma anche quanto sia cresciuta la diffusione della cultura del welfare". Guardando ai prossimi anni, il Country Manager ha indicato l'obiettivo di ampliare ulteriormente il coinvolgimento delle Pmi. "Mi aspetto un'accelerazione proprio tra le piccole e medie imprese. La base costruita finora può rappresentare un esempio per chi non ha ancora sviluppato un welfare strutturato. Sono ottimista perché gli strumenti di welfare rispondono a bisogni reali delle famiglie e dei lavoratori". 

Infine Fancel ha ribadito il ruolo del Gruppo Generali: "Vogliamo continuare ad amplificare questa alleanza tra iniziativa privata e benessere. Fa parte della nostra responsabilità sociale: non ci consideriamo soltanto assicuratori, ma partner del Paese". Sul dato che ritiene più significativo del Rapporto ha concluso: "Il numero crescente di imprese partecipanti è l'indicatore più importante, perché dimostra la capacità del modello di fare da esempio e di coinvolgere sempre più aziende". 

1 lug 2026

Sanità, Ruscitti (Veneto): "Più cure sul territorio per alleggerire gli ospedali"

1 lug 2026

Rally di Roma, Zega (Ordine Infermieri Lazio): "Il futuro è la proattività"

(Adnkronos) - "Sono circa cinque anni che, con Antonio Magi", presidente dell'Ordine dei medici di Roma, "facciamo consigli direttivi congiunti. Le proposte che insieme abbiamo avanzato alla Regione Lazio si sono trasformate in una delibera di giunta, perché crediamo nella prevenzione e, soprattutto, nella proattività”. Così Maurizio Zega, presidente dell’Ordine degli Infermieri di Roma, partecipando alla presentazione del progetto ‘Un consiglio in salute’, promosso dal Consiglio regionale del Lazio in occasione del Rally di Roma Capitale, in programma dal 3 al 5 luglio.  

“Il futuro sarà nella proattività, cioè nell’anticipare il danno clinico - ha spiegato Zega - Io so che un paziente con uno scompenso cardiaco tornerà in ospedale, ma meglio lo gestisco sul territorio, più tardi quel paziente vi tornerà. C’è quindi una vera e propria trasformazione nella visione del percorso del paziente: se fino ad oggi è stato lineare - salute, malattia, cura, ritorno in società - con l’invecchiamento della popolazione, il quadro cambia. Dobbiamo quindi immaginare non più un percorso lineare, ma circolare, di ritorno all’ospedale, il cui diametro sarà rappresentato dal lavoro congiunto dello specialista clinico e dell’infermiere che lo assiste. In estrema sintesi - ha concluso - quello che proponiamo è la riproposizione sul territorio di quanto già avviene in ospedale: un’insufficienza cardiaca stabilizzata in ospedale, una volta riportata sul territorio, deve ricevere la stessa identica risposta, sia dal punto di vista assistenziale che clinico”. 

1 lug 2026

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