Perché Temu fa paura ad Amazon

Merce trasportata in aereo a prezzi irrisori. Così la piattaforma cinese dell'e-commerce, sfruttando il sistema di Jeff Bezos e i social media, sta conquistando l'Occidente
2 SET 24
Ultimo aggiornamento: 00:16 | 22 MAG 26
Immagine di Perché Temu fa paura ad Amazon

Fonte LaPresse

C’è stato un tempo, non troppi anni fa, in cui se si parlava di velocità sfrenata nella logistica, prezzi stracciati e disponibilità immediata di prodotti d’ogni tipo, si pensava ad Amazon. Ed è ancora così, sia chiaro, anche se Amazon ha ceduto in parte terreno a servizi di e-commerce nuovi, provenienti dalla Cina, che sembrano aver imparato la lezione di Jeff Bezos e aver portato la disruption in casa Amazon.
Un nome su tutti: Temu, una delle divisioni del gigante dell’e-commerce cinese Pinduoduo. Su Temu si trova di tutto, letteralmente, ma buona parte della sua crescita in Europa e negli Stati Uniti ha riguardato l’abbigliamento, grazie a dei prezzi talmente bassi da fare impallidire quelli del vecchio fast fashion alla H&M e Zara. Di più: grazie a una serie di offerte, sconti e altre trovate, Temu arriva anche a regalare i vestiti, quando non li vende a cifre che spesso stanno sotto i quindici euro.

Ascolta il podcast di Pietro Minto sullo stesso argomento

Tutto questo ha una coda lunga e sporca, ovviamente. Il web è pieno di filmati e fotografie dalle fabbriche che producono prodotti per Temu o i centri di smistamento della società. E fanno impressione. Ma l’ascesa di Temu – oltre che di servizi simili, sempre cinesi, come AliExpress – è avvenuta anche grazie a un battage pubblicitario che ha riguardato soprattutto i social media. Alcuni numeri: nel solo 2023 l’azienda ha investito 2 miliardi di dollari in pubblicità su Meta, e quindi Instagram e Facebook, proprio per arrivare al pubblico occidentale. In tutto il budget pubblicitario di Temu per il 2023 è stato di 3 miliardi di dollari, con particolare focus su TikTok.
Il risultato è stato un successo intergenerazionale: se inizialmente Temu fu inquadrato come un fenomeno da Generazione Z (che include le persone nate tra la metà degli anni Novanta e la metà degli anni Zero), oggi il sito viene usato perlopiù dagli over-50, attirati anche da alcuni elementi di “gamification” dell’app (vuoi uno sconto? Fai girare la roulette sullo schermo, e così via).
Ma la gamification non potrebbe nulla se Temu non offrisse prezzi irrisori in confronto a qualsiasi negozio fisico e Amazon. Su Temu, insomma, ogni giorno è un Prime Day, quei giorni speciali in cui Amazon offre grandi sconti generalizzati, spesso con offerte a tempo. Il trucchetto è possibile perché Temu ha una forte relazione con i produttori locali, la sfilza interminabile di fabbriche che producono il Made in China, e ha operato finora in perdita. Questi prezzi, insomma, non sono normali nemmeno per la Cina: Temu sta seguendo una strategia di espansione basata sull’agire in perdita, un vecchio trucco caro a Jeff Bezos.
Grazie a tutto questo, l’Occidente si sta riempiendo di pacchetti e buste di Temu. E le conseguenze sono piuttosto concrete anche dal punto di vista logistico: secondo Reuters, ogni giorno circa 600mila pacchi di Temu arrivano negli Stati Uniti. Dalla Cina. Ogni singolo giorno. A questi si devono aggiungere quelli di Alibaba e di Shein, altro servizio di super fast fashion. E tutti questi pacchetti, o colli, come si dice in gergo, stanno intasando i corridoi logistici dal Sud-Est asiatico agli USA, tanto che i prezzi per il trasporto aereo sono sempre più alti.
Ebbene sì, trasporto aereo, perché Temu vuole ridurre i tempi di spedizione, e quindi preferisce far volare la sua merce. Altro che la nave. Alle varie questioni etiche legate alle condizioni di lavoro di chi produce, smista e spedisce questi prodotti va insomma aggiunta anche un’enorme impronta di carbonio, il tutto per una scarpa da ginnastica da tre dollari o un taglia angurie colorato.
Il successo di Temu è stato favorito da Amazon anche perché la stessa Amazon si è aperta negli ultimi anni ai venditori terzi, aziende che producono e poi sfruttano la piattaforma dell’azienda per la vendita e la consegna. Una mossa che ha aumentato l’offerta di Amazon ma anche aperto la porta ad aziende sconosciute, spesso cinesi, che producono copie di prodotti di successo e investono in pubblicità su Amazon per comparire tra i primi risultati di ricerca. Insomma, Temu non è un problema piovuto dall’alto, una minaccia così inspiegabile: è semplicemente una Amazon ancora più amazoniana dell’originale.