Una fogliata di libri - overbookingPolitica e scrittura inscindibili? Anche noContro il dogma dell’impegno: la letteratura non deve nulla alla politica. Scrivere può essere ribellione silenziosa, inutile e dunque necessariadiAntonio Gurrado20 SET 25
Roma CapocciaDa Welcome to Favelas. Roma, laboratorio del citizen-journalismNella capitale emerge un nuovo ecosistema mediatico, dove pagine social e influencer raccontano il disagio urbano più dei media tradizionali. Il citizen journalism diventa protagonista e la politica si adatta ai linguaggi virali delle piattaformediAndrea Venanzoni20 SET 25
EditorialiIl consenso politico passa ancora dalla tvSecondo i dati Istat sulla partecipazione politica, gli italiani si informano sempre meno. Ma la televisione è ancora reginadiRedazione18 SET 25
MagazinePolitik influencer: i content creator riscrivono le regole della propagandaArruolati da democrazie e regimi, i creatori di contenuti sui social diventano armi di propaganda. Dal fronte di Gaza ai salotti della Nato, è la nuova guerra per cuori e clickdiMaurizio Stefanini8 SET 25
a teatroLagne al San CarloFuori la politica dal teatro? No, deve decidere obiettivi e strategie. Purché abbia ideediAlberto Mattioli9 AGO 25
La nuova politica dello Spirito, oggi al cospetto del conflitto tra dis-ordiniAccettare il trauma del cambiamento di un’epoca richiede un confronto aperto sui valori e sulle direzioni dell'agire politico. L'Europa ha dimenticato la vita dello Spirito, cancellato insieme alla tragedia assoluta della Seconda guerra mondiale, periodo da cui vive una lunga fase di latenzadiMichele Silenzi22 MAR 25
fine dell’attivismo da social?Se parli di politica su Meta, scompari. La scelta di ZuckerbergA poco più di quattro anni dall’omicidio di George Floyd, che ispirò la protesta dei quadrati neri su Instagram, l’algoritmo di Meta vuole parlare d’altro, e sa come spingere i suoi utenti a farlo. Per riuscirci sembra aver copiato una tattica di TikTokdiPietro Minto30 OTT 24
magazineIl Partito di Dio. Sepolta la Dc e spariti i riferimenti storici, i vescovi italiani tornano a dettare l’agendaDall’immigrazione all’autonomia, fino al premierato: per il governo poche rose e tante spine. La presidenza Zuppi ha dato la sveglia alla sonnolenta Chiesa italiana che ha faticato a fare propria l’agenda di Francesco, illustrata a Firenze nel 2015 ma rimasta pressoché lettera mortadiMatteo Matzuzzi7 SET 24
Il vade retro dei vescovi all’AfD è una scommessa nel deserto ateo della Germania orientaleSi tratta di un’ulteriore presa di posizione dopo la Dichiarazione approvata lo scorso febbraio in cui si affermava che “il nazionalismo populista è incompatibile con l’immagine cristiana di Dio e della persona umana. I partiti estremisti di destra e quelli che proliferano ai margini di questa ideologia quindi non possono essere un luogo in cui i cristiani possano impegnarsi politicamente e non sono nemmeno eleggibili”diMatteo Matzuzzi5 SET 24
Bandiera biancaIl candidato inglese Tugendhat e la politica degli acronimiIl candidato conservatore ha impostato la propria campagna su quattro punti chiave, le cui iniziali formano un acronimo che si presta a essere usato come un insulto. Ecco perché se tutti i politici al mondo facessero così sarebbe un enorme balzo in avantidiAntonio Gurrado26 LUG 24