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Napoli, rissa e spari in piazza Montesanto: uomo con kalashnikov tra la folla

30 giu 2026

Caldo record in Europa, l'ondata si sposta a Est: Budapest verso i 40°C, allerta in 7 Paesi

(Adnkronos) - L'Europa continua a fare i conti con un'ondata di calore senza precedenti. Mentre l'ovest del continente inizia lentamente a respirare, il caldo estremo si sposta verso est, dove oggi Budapest rischia di superare i 40°C, secondo le previsioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. Tra record storici, allerte rosse, incendi, blackout e disagi ai trasporti, sette Paesi sono in emergenza e gli esperti avvertono: la crisi climatica sta rendendo questi eventi sempre più intensi e frequenti. 

Ieri, alcune zone dell'Europa centrale, orientale e meridionale sono state colpite da un'ondata di caldo torrido, a causa dello spostamento verso est della "cupola di calore" responsabile delle temperature record della scorsa settimana, che ha portato condizioni pericolose in una nuova area del continente. Belgrado e Bucarest hanno raggiunto rispettivamente i 38°C e i 37°C. La Slovacchia ha stabilito un nuovo record di temperatura, raggiungendo i 40,5°C in una città di confine meridionale, superando il precedente record di 40,3°C stabilito nel 2007. "Arrivano i due giorni più duri dell'ondata di caldo. Dimostriamo di essere capaci di completa unità nazionale. Prendiamoci cura gli uni degli altri", ha scritto lunedì su X il primo ministro ungherese Péter Magyar. 

Le autorità ungheresi hanno pubblicato un elenco di oltre 2.000 centri climatizzati in tutto il paese per le persone che non riescono a trovare sollievo dal caldo nelle proprie case. Il ministro dell'energia ungherese ha concesso alla centrale nucleare di Paks un'esenzione temporanea dalle norme sulla temperatura dell'acqua di raffreddamento a valle, al fine di prevenire un'ulteriore drastica riduzione della produzione di energia a causa dell'ondata di calore.  

 

Allerta rossa per caldo estremo è stata diramata in Ungheria, Polonia, Romania, Serbia, Croazia, Slovacchia e Bosnia-Erzegovina, con le autorità che esortano la popolazione a rimanere in casa durante le ore più calde della giornata. Domenica la Germania ha registrato la temperatura più alta per il terzo giorno consecutivo, con i dati preliminari del servizio meteorologico DWD che indicano 41,7°C a Coschen, nel Brandeburgo.  

Il caldo estremo ha causato disagi ai trasporti in diverse città a causa del cedimento dei binari del tram, mentre la polizia di Berlino ha impiegato i cannoni ad acqua per rinfrescare la folla radunatasi negli spazi pubblici. In Croazia, il servizio meteorologico ha emesso ieri un'allerta rossa per regioni che includono la capitale, Zagabria, e le località turistiche di Spalato e Dubrovnik. Decine di vigili del fuoco, supportati da quattro velivoli, hanno combattuto un incendio che stava devastando le pinete sull'isola turistica di Vis, nel Mar Adriatico, a circa 55 km a sud-ovest di Spalato.  

 

Intanto, la fase più critica dell'ondata di calore ha iniziato ad attenuarsi nell'Europa occidentale, dopo che sono stati infranti i record di temperatura. In Francia, le autorità hanno affermato che l'ondata di calore ha contribuito a oltre 1.000 decessi in eccesso, mentre l'Istituto nazionale della sanità ha registrato più di 800 decessi aggiuntivi a livello nazionale.  

In altre zone, le condizioni meteorologiche estreme hanno portato violente tempeste. Nell'Alto Adige, le piogge torrenziali hanno provocato alluvioni lampo e frane, con accumuli fino a 50 mm in una sola ora in alcune aree. Diversi residenti sono stati evacuati dalle proprie case, mentre i vigili del fuoco hanno soccorso una persona rimasta intrappolata in un garage dopo l'esondazione di un fiume vicino alla città di Merano. L'ondata di calore che sta devastando l'Europa, la più grave e diffusa di sempre, è possibile solo a causa della crisi climatica innescata dalla combustione di combustibili fossili , hanno affermato gli scienziati. 

30 giu 2026

Leccio monumentale incendiato a Bagno a Ripoli, identificati 4 minori: volevano cuocere wurstel

(Adnkronos) - Un fuoco acceso per cuocere i wurstel avrebbe provocato il grave incendio che, nella notte tra il 20 e il 21 giugno, ha danneggiato il leccio monumentale di via di Belmonte, uno degli alberi più preziosi del patrimonio naturalistico di Bagno a Ripoli (Firenze). Al termine di un'articolata attività investigativa, i carabinieri della stazione di Grassina hanno individuato i presunti responsabili: quattro giovanissimi, tutti minorenni, denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze. 

L'albero si trova all'interno di una proprietà della Misericordia di Firenze ed è considerato un vero e proprio monumento naturale. Si tratta infatti di un esemplare ultrasecolare di altissimo valore storico, paesaggistico e ambientale, iscritto nel Registro regionale degli Alberi Monumentali della Toscana. L'allarme era scattato nel cuore della notte, quando alcuni cittadini avevano notato fumo e bagliori provenire dall'area boschiva circostante. La segnalazione al numero unico di emergenza 112 aveva fatto intervenire tempestivamente i vigili del fuoco e i carabinieri del nucleo radiomobile di Firenze. 

Una volta raggiunto il luogo dell'incendio, i soccorritori avevano accertato che il leccio era stato interessato da un'importante combustione. Le fiamme avevano colpito soprattutto la cavità interna del tronco, una delle parti più delicate di un albero così antico, facendo temere inizialmente conseguenze irreparabili. 

Fortunatamente, gli accertamenti tecnici eseguiti nei giorni successivi hanno restituito un quadro meno allarmante del previsto. Durante il sopralluogo effettuato il 24 giugno dai consulenti agronomici è emerso infatti che il leccio conserva complessivamente buone condizioni vegetative. Gli specialisti hanno escluso, allo stato attuale, situazioni tali da comprometterne la stabilità o la sopravvivenza, pur sottolineando la necessità di un monitoraggio continuo nel tempo per verificare l'evoluzione dei danni provocati dal calore. 

Parallelamente sono partite le indagini dei carabinieri della stazione di Grassina, supportati dai militari del nucleo carabinieri forestale e dalla sezione investigazioni scientifiche di Firenze. Gli investigatori hanno esaminato con attenzione tutta l'area circostante il monumentale esemplare arboreo, rinvenendo numerosi elementi che hanno consentito di ricostruire quanto accaduto. 

Nei pressi del tronco sono stati trovati contenitori di bevande, confezioni alimentari, residui di cibo e una zona circolare con tracce di cenere, chiari indizi della presenza di persone che avevano trascorso del tempo nell'area poco prima dell'incendio. 

L'elemento decisivo è stato il ritrovamento di uno scontrino fiscale emesso da un supermercato della zona. Gli articoli riportati sul documento coincidevano infatti con i prodotti rinvenuti sul posto. Da quel momento gli investigatori hanno acquisito le immagini dell'impianto di videosorveglianza dell'esercizio commerciale e quelle di un'azienda situata lungo il percorso che conduce al bosco. L'analisi dei filmati ha consentito di seguire gli spostamenti di un gruppo composto da quattro ragazzi minorenni, ripresi mentre si dirigevano verso l'area del leccio con bottiglie e generi alimentari acquistati poco prima. 

Una volta identificati e convocati presso la caserma dei carabinieri, i quattro giovanissimi hanno ammesso le proprie responsabilità, ricostruendo nei dettagli quanto accaduto. Hanno raccontato di essersi fermati nei pressi del grande albero e di aver acceso un piccolo fuoco utilizzando un accendino e alcuni rami raccolti sul posto con l'intenzione di cuocere dei wurstel. 

Secondo il loro racconto, le fiamme sarebbero però rapidamente aumentate di intensità fino a diventare difficili da controllare. I ragazzi avrebbero quindi tentato di spegnere il fuoco utilizzando l'acqua che avevano con sé e calpestando il materiale ancora acceso. Convinti di essere riusciti a estinguere completamente il focolaio, si sarebbero infine allontanati senza richiedere l'intervento dei soccorsi e senza informare nessuno dell'accaduto. 

Proprio questo particolare, spiegano gli investigatori, si è rivelato determinante. Le successive perizie agronomiche hanno infatti evidenziato come le caratteristiche del legno e della complessa struttura interna di un esemplare tanto antico abbiano consentito alla combustione di continuare lentamente all'interno della cavità del tronco. Un fenomeno difficile da percepire dall'esterno, che ha fatto sì che il fuoco covasse per diverso tempo prima di manifestarsi con fumo e fiamme ben visibili. 

Sulla base delle evidenze raccolte, dei rilievi tecnici e delle ammissioni dei quattro giovani, i Carabinieri hanno trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze. Nei loro confronti vengono ipotizzate, a vario titolo, le fattispecie di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici, oltre al danneggiamento seguito da incendio e alla violazione di domicilio. 

Nel frattempo sono state adottate ulteriori misure per proteggere il leccio monumentale e consentire agli esperti di seguirne l'evoluzione. L'area è stata delimitata con nastri e cartelli di divieto ed è stata installata una rete di fototrappole, con l'obiettivo di scoraggiare nuovi accessi non autorizzati e monitorare costantemente il sito durante la fase di recupero della pianta. 

30 giu 2026

Dal caldo estremo a temporali e rischio downburst, le previsioni meteo

(Adnkronos) - Dal caldo estremo agli eventi estremi. Arriva una tregua dalle temperature infernali degli ultimi giorni, ma la fase più instabile scatenerà violenti temporali che nel corso dei prossimi giorni colpiranno l'Italia da Nord a Sud. Si tratterà in ogni caso di una parentesi breve: l'afa, secondo gli esperti, potrebbe infatti tornare a soffocare la Penisola già dal prossimo fine settimana. Ecco le previsioni meteo di oggi, martedì 30 giugno, e per i giorni a venire. 

 

 

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, evidenzia la complessità di questa transizione, spiegando che prevedere con largo anticipo l'esatta collocazione di questi fenomeni è un compito davvero arduo per i modelli matematici in questo momento e le sorprese sono dietro l’angolo. In atmosfera è presente talmente tanta energia in gioco che i temporali possono esplodere ovunque e in modo repentino. In questo contesto, anche il mare gioca un ruolo cruciale e preoccupante: con temperature superficiali record che hanno raggiunto i 29°C, il bacino mediterraneo smette di fare da mitigatore e si trasforma in benzina pura per il maltempo, esaltando la violenza dei fenomeni. 

Il vero pericolo associato a questa rottura barica è rappresentato dalla severità dei fenomeni convettivi. Il forte contrasto termico tra l'aria fresca in ingresso e lo strato caldo e umido preesistente solleverà violentemente l'aria verso l'alto, creando le condizioni ideali per la nascita di supercelle capaci di generare grandine di grosse dimensioni, potenzialmente rovinose per le coltivazioni e le infrastrutture. Massima attenzione va posta anche al rischio di downburst: si tratta di violente raffiche di vento lineari che scendono perpendicolarmente dal temporale, espandendosi orizzontalmente a velocità che possono superare i 100 km/h, provocando danni simili a quelli di una tromba d'aria. 

Il danno, ormai, è fatto. Con un mare così bollente e un'atmosfera altrettanto surriscaldata, secondo l'esperto è del tutto utopistico sperare in un netto e duraturo calo termico su scala nazionale. Certo, nei prossimi giorni percepiremo un po' di refrigerio e una parziale flessione delle temperature, ma si tratterà di un sollievo relativo dovuto semplicemente al fatto che veniamo da un periodo meteo letteralmente folle dal punto di vista termico. 

La tregua, di fatto, si preannuncia brevissima. L'inerzia termica del sistema è enorme e le proiezioni a medio termine indicano che questa parentesi instabile non lascerà tracce durature: già dal prossimo fine settimana il grande caldo potrebbe tornare a impossessarsi della Penisola, ripristinando condizioni di piena stabilità atmosferica. 

 

Martedì 30. Al Nord: temporali pomeridiani dai rilievi verso alcune zone di pianura. Sole altrove. Al Centro: sole e acquazzoni sull’Appennino. Caldo. Al Sud: soleggiato, qualche rovescio sui monti. 

Mercoledì 1 Luglio. Al Nord: forti temporali, locali grandinate. Al Centro: sole e caldo intenso. rovesci su zone interne. Al Sud: prevalenza di sole, isolati temporali sui monti. 

Giovedì 2. Al Nord: instabilità in Romagna al mattino, sole altrove. Al Centro: forti temporali sul Lazio, instabile altrove. Al Sud: forte instabilità dal pomeriggio, specie in Campania. 

Tendenza: generale miglioramento e nuovo rialzo termico a partire dal Nord 

30 giu 2026

Attentato nel Principato di Monaco, tre feriti nell'esplosione: è caccia all'uomo

(Adnkronos) - L'esplosione di ieri sera nel Principato di Monaco ha fatto scattare la caccia all'uomo da parte della polizia, che sta cercando una persona sospettata di aver fatto detonare una bomba artigianale che ha ferito tre persone, tutte di nazionalità ucraina e parte di una stessa famiglia composta da padre, madre e figlio. Il padre sarebbe un oligarca di Kiev, Vadim Ermolaev secondo fonti vicine al dossier, ora in prognosi riservata assieme alla moglie. Il quotidiano Le Figaro ha riferito che le immagini delle telecamere di sorveglianza mostravano un uomo che lasciava cadere uno zaino all'ingresso di un palazzo residenziale poco prima dell'esplosione. Il principe Alberto II di Monaco ha descritto l'attentato come un "crimine efferato" e "uno choc per l'intera comunità monegasca". Ha affermato che "tutti i servizi statali interessati sono attualmente mobilitati" in collaborazione con le autorità francesi competenti. 

Il procuratore generale di Monaco, Thibault Stéphane, ha dichiarato al giornale che due delle vittime versano in condizioni critiche. Il quotidiano ha inoltre riportato che le vittime erano ucraine. Éric Ciotti, il sindaco di destra della vicina Nizza, al di là del confine con la Francia, ha dichiarato su X: "L'attentato commesso questa sera è una tragedia per Monaco". BFM TV, un canale televisivo nazionale francese di informazione, ha descritto l'ordigno esplosivo come una "bomba contenuta in un pacco", citando il procuratore generale del principato. Secondo quanto riferito, la polizia che indaga sul caso ha ripreso il sospettato mentre posava uno zaino prima di fuggire a piedi, dirigendosi verso il confine francese. L'esplosione in un edificio residenziale è stata "molto probabilmente un attentato", ha dichiarato all'AFP il ministro di Stato Christophe Mirmand. 

Mirmand ha dichiarato ai media locali che due delle vittime hanno riportato ferite "gravissime", ma non ha rivelato l'identità di nessuna di esse. Il governo monegasco ha affermato che i tre feriti sono stati trasportati in ospedale nella vicina città francese di Nizza. L'esplosione è avvenuta intorno alle 21 di ieri, ora locale. Secondo Mirmand, l'ordigno esplosivo conteneva bulloni e pallini da caccia, e la polizia sta indagando sull'accaduto. "A mia conoscenza, è la prima volta nella storia che un simile evento si verifica nel principato", ha affermato. 

 

30 giu 2026

Attentato contro Sigfrido Ranucci, quattro arresti: "Commando ha agito su commissione"

(Adnkronos) - Quattro arresti per l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto la sera del 16 ottobre 2025 a Pomezia, vicino Roma, quando un ordigno esplose davanti al cancello dell'abitazione del conduttore di Report. Nelle prime ore della mattina, nelle province di Napoli e Avellino, i carabinieri del Comando Provinciale di Roma, insieme con i militari dei Comandi Provinciali competenti, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale (3 in carcere e uno agli arresti domiciliari), emessa dal gip di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 persone accusate a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. 

I quattro arrestati hanno tutti precedenti, sono residenti nei comuni di Nola, Cicciano e Avella, nelle provincie di Napoli e Avellino e hanno tra i 53 e i 22 anni, con precedenti per droga e danneggiamento. Uno di loro era ai domiciliari da qualche giorno nell’ambito di un’indagine per stupefacenti. Dalle indagini è emerso, a quanto apprende l’Adnkronos, che tre degli arrestati hanno effettuato un sopralluogo sei giorni prima dell’attentato mentre sono stati in due a portare l’ordigno poi fatto deflagrare. Il commando avrebbe agito dietro un compenso economico di diverse migliaia di euro. 

 

L'operazione (QUI IL VIDEO) è scattata a seguito delle indagini avviate dai carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati dopo l’attentato dinamitardo ai danni di Ranucci, quando un ordigno fu fatto deflagrare davanti al cancello dell'abitazione del giornalista, distruggendo le sue due autovetture parcheggiate e danneggiando il muro perimetrale. L'indagine ha richiesto l'esame incrociato di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, rilievi tecnico scientifici e l’esame di tutti i tabulati telefonici della vasta cella interessata, consentendo di ricostruire in modo minuzioso le fasi preparatorie, esecutive e successive dell'azione. In particolare, i rilievi tecnico scientifici svolti dalla Sezione Rilievi e dalla Squadra Artificieri del Nucleo Investigativo di Roma e i successivi accertamenti del R.I.S. di Roma hanno dimostrato che l'ordigno era costituito da una carica detonante composta da "gelatina da cava", dalla straordinaria capacità distruttiva, indicativo di una rete illecita di approvvigionamento del materiale. 

Una telecamera installata sulla S.S. 148 “Pontina”, a diversi chilometri di distanza dal luogo del delitto, ha permesso di individuare una Fiat 500 X, risultata noleggiata in Campania, e di tracciarne il viaggio di andata verso Roma e il repentino ritorno nelle ore immediatamente successive all'attentato. L'analisi dei tabulati di traffico telefonico e telematico è stata di assoluto rilievo per le indagini. I dati dei ripetitori hanno dimostrato che il percorso dei cellulari utilizzati dagli esecutori materiali era perfettamente sovrapponibile al tracciato della Fiat 500 X in viaggio dalla Campania a Torvaianica sia il giorno dell’attentato sia in precedenza quando avevano effettuato un sopralluogo della zona. 

 

Il commando avrebbe agito su specifico mandato di terze persone, allo stato non identificate, come "favore" e dietro compenso economico. I mandanti si sono adoperati per garantire supporto per tutelare i presunti esecutori, fornendo fondi, schede telefoniche dedicate, assistenza legale e pianificando una loro eventuale fuga all'estero. 

Gli indagati hanno tentato in più occasioni di ostacolare le indagini effettuando bonifiche per cercare microspie, distruggendo schede Sim e concordando linee difensive omertose per dissimulare il loro coinvolgimento e coprire i mandanti. Contestualmente all’esecuzione degli arresti, sono tuttora in corso numerose perquisizioni nei confronti di altri indagati che potrebbero aver fornito l'esplosivo e garantito il supporto logistico al commando. Le indagini proseguono incessantemente al fine di svelare l'identità dei mandanti che hanno commissionato l'attentato. 

 

“Sapevo che sarebbe avvenuto qualcosa, ma ovviamente dalle indagini non è trapelato nulla. Adesso aspettiamo gli sviluppi. Ho voluto ringraziare personalmente il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il dottor Carlo Villani, che mi aveva promesso che avrebbe chiuso le indagini ed è stato di parola. Adesso bisognerà capire i dettagli di tutta questa vicenda e capire se ci sono altri livelli”, ha intanto commentato Sigfrido Ranucci, raggiunto telefonicamente da 'Agorà Estate', la trasmissione in onda su Rai 3 e condotta da Giulia Di Stefano con Marco Carrara. 

“Da quello che ho capito c’è chi ha organizzato, chi è stato complice, chi ha fornito assistenza legale, chi ha provato a distruggere le Sim - ha detto Ranucci - Vedremo cosa accadrà ancora”. 

 

"L’arresto dei presunti responsabili dell'attentato dinamitardo ai danni del collega Sigfrido Ranucci è un risultato significativo e rappresenta un passo fondamentale nell'accertamento della verità e nell'affermazione della legalità. La Rai rinnova la piena vicinanza a Sigfrido Ranucci e confida che il prosieguo delle indagini consenta di individuare anche gli eventuali mandanti di un gesto tanto grave e intimidatorio". Così in una nota l'ad Rai, Giampaolo Rossi e il consiglio d'amministrazione dell'azienda. 

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