un modelloCosa può imparare l’Italia dall’Europa su tax credit e sussidi all’audiovisivoIl modello di agevolazione fiscale è quello che si è sviluppato nei diversi stati americani agli inizi del 2000 per contrastare i costi di produzione sempre più alti. Da qui molti stati europei hanno adottato una linea simile ma con sistemi tutti diversi, avendo però come target principale le grandi produzione hollywoodianediMarco Gambaro9 FEB 26
magazineI prodigi di Rocky Balboa: la favola di Sylvester Stallone compie cinquant’anniPer girare il film bastarono poco meno di un mese e quattro soldi. Ma fu un trionfo da 225 milioni di dollari con dieci candidature agli Oscar. Una pellicola che fece della boxe una metafora per raccontare qualcos'altrodiFrancesco Palmieri9 FEB 26
Premi e polvereCon i Grammy l’America vuole dimostrare di avere ancora una coscienzaAssegnando i premi a Kendrick Lamar e a Bad Bunny, il sistema musicale americano premia i suoi polemici accusatori. Entrambi odiano l’Ice, ma alla fine sono miliardari che criticano il sistema che li ha resi talidiStefano Pistolini4 FEB 26
MagazineSi grida al capolavoro, ma “Sirat” di Laxe fa dell’essere eccessivo e straripante la sua unica caratteristicaIl film ha avuto recensioni tra il lusinghiero e l’entusiastico, ma queste restano sfocate come se l’oggetto fosse a tal punto anomalo da rendere ardua la descrizione. Questo perché i critici anglosassoni non dispongono della categoria di Barocco brianzolo elaborata trent’anni fa dal genio di Tommaso Labranca in Estasi del pecorecciodiClaudio Giunta2 FEB 26
cinema d'argilla“Playing God” e la rivoluzione artigianale della stop-motion, da Bologna agli OscarSette anni di lavoro per nove minuti di corto animato. Così il bolognese Studio Croma ha vinto più di 90 premi internazionali, è rientrato nella shortlist degli Oscar e promette una ripartenza dell’animazione italiana. Conversazione con il regista Matteo BuranidiGianluca De Angelis31 GEN 26
il filmSe amate Shakespeare, fatevi un favore: non andate a vedere “Hamnet”Chloë Zhao se la prende col più grande campione indiscusso di drammaturgia. Dopo lo stucchevole "Nomadland", la regista sembra avere come unica dote il femminismodiMariarosa Mancuso30 GEN 26